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Nutrizione e contrasto all'infiammazione, al Covid e Long Covid

Quotidiano Nazionale
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Milano, 3 ott. (askanews) - La nutrizione e il ruolo che gioca nel contrastare le infiammazioni, il Covid e anche gli strascichi del contagio. Di questo si è parlato a Milano nel Master Nutrition Course, organizzato da "The Inflammation Research Foundation", "Equipe Enervit" e con il patrocinio di SINSEB. Tra gli ospiti il professor Barry Sears - biochimico americano pioniere della messa a punto di strategie alimentari antinfiammatorie su basi scientiiche, come la celebre Dieta Zona - che ha sottolineato il ruolo di Omega 3 e polifenoli.

"Oggi sappiamo - ha detto ad askanews Sears, che è anche presidente della Inflammation Research Foundation - che la migliore medicina per ridurre le citochine non è un farmaco, ma è la nutrizione, con l'integrazione di Omega 3 e polifenoli, che sono le sostanze che danno il colore alla frutta e alla verdura. Tutto questo deve essere utilizzato come se fosse un farmaco per ridurre le citochine, che sono la causa principale delle complicanze del Covid e del Long Covid".

"Ci sono due Paesi al mondo - ha aggiunto Sears - dove non si mangia abbastanza pesce: gli Stati Uniti e l'Italia, quindi l'apporto di Omega 3 non è sufficiente e occorre integrare con Omega 3 per rendere la Dieta Zona più efficace per avere una vita più lunga e più sana".

Nel corso del Master si è parlato anche di alimentazione funzionale, ossia dell'importanza di abbinare correttamente i nutrienti. "L'alimentazione - ci ha detto il professor Giovanni Scapagnini, Ordinario di Nutrizione clinica all'Università del Molise - non ci fornisce solo l'energia di cui siamo fatti e viviamo, ma il cibo contiene al suo interno una serie di sostanze attive che hanno un impatto fondamentale sulla nostra salute.

Molte di queste sostanze, infatti, sono in grado di regolare aspetti della nostra biochimica insegnando alle cellule a modulare, per esempio, infiammazione o processi biologici, che ci servono per stare bene, oltre che per sopravvivere. L'alimentazione funzionale rappresenta un enorme potenziale di intervento".

Un altro tema al centro degli interventi degli studiosi è stato quello del contrasto alle patologie croniche e degenerative, così come alle malattie autoimmuni e virali, fondato su alcuni pilastri-chiave. "Uno - ha spiegato il professor Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute dell'Università di Miami - è la nutrizione sana; un altro è l'esercizio fisico e poi c'è l'assunzione di sostanze naturali protettive, dalla vitamina

D agli Omega 3, polifenoli, attivatori delle sirtuine che sono molto importanti per un effetto combinato. Ogni tanto prendere delle sostanze protettive come supplemento è molto più semplice che mangiare dei chili di cibi, per esempio di uva nera per avere la quantità giusta di resveratrolo. Sono obiettivi impossibili da raggiungere solo con la nutrizione".

Una corretta alimentazione, unita alla supplementazione e a uno stile di vita adeguato, secondo i relatori del Master rappresenta quindi sia un modo per puntare a una sana longevità sia uno strumento per fronteggiare l'infiammazione e con essa il Covid e il Long Covid.

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