Kimi Raikkonen spiega il circuito di Spa 2018
  • 6 anni fa
L’ingranaggio della Formula 1 si è rimesso in movimento. Già a inizio settimana sono partite per il Belgio le avanguardie della logistica, della cucina, la “squadretta” destinata al montaggio delle attrezzature.

Finita la pausa estiva, arriva subito un altro “back to back”, due gare in altrettanti weekend, particolarmente significativo e impegnativo visto che dopo Spa la Ferrari affronterà la gara di casa a Monza.

Spesso, specie negli ultimi anni, le Ardenne si sono travestite da Antille, con temperature poco consone al periodo e alle quote collinari. Stavolta il meteo – che qui però va sempre preso con le molle – prevede temperature massime nell’ordine dei 14-16 gradi. Il rischio pioggia al momento è abbastanza elevato per le libere del venerdì, più ridotto per le qualifiche e quasi nullo nella giornata di gara.

Oltre novant’anni di attività, sia pure in configurazioni diverse, il tracciato più lungo del mondiale con i suoi sette chilometri e il più “movimentato”, con oltre cento metri di dislivello. Il carico aerodinamico delle monoposto attuali ha reso molto più facile affrontare curvoni come Eau Rouge, Raidillon e Pouhon, ma il circuito conserva inalterato il suo fascino. E il pubblico contribuisce allo spettacolo.
Consigliato